Tema 2026

Paese di Indissolubili Radici

La XXXIX edizione delle Feste Medievali apre le porte di Offagna ponendo l’accento sul tema che ne descrive l’anima più profonda: il legame ancestrale con le proprie origini. Non è una semplice rievocazione, ma un atto di pietas contemporanea, un modo per abitare la storia e non solo visitarla.

“O poca nostra nobiltà di sangue… ben se’ tu manto che tosto raccorce, sì che, se non s’appon di dì in dì, lo tempo va dintorno con le force.” (Dante, Paradiso XVI): Dante ci ricorda che la storia è un mantello che il tempo consuma, a meno che non venga alimentato ogni giorno. Offagna risponde a questo richiamo,”apponendo” nuovo tessuto al suo mantello secolare, sul quale si ergono le mura della Rocca. Esse, con la loro mole maestosa, cingono il territorio in un abbraccio protettivo che sfida i secoli e sono la prova tangibile che l’appartenenza a un luogo non è un concetto statico, ma un’eredità vibrante.

Chiunque varcherà le porte del borgo in questi giorni di festa, respirando il profumo del legno arso e ascoltando il clangore delle armature, non sarà un semplice spettatore: sarà colui che dona nuova voce e linfa vitale a un passato che, a Offagna, non ha mai smesso di essere futuro.

L'artista racconta ...

In principio era il caos, un abisso oscuro, origine di ogni vita.

In principio era il nero, primo colore, origine dell’arte.

In principio erano linee, origine delle forme, anime nelle grotte ataviche, testimonianza silente della nascita della nostra civiltà.

Ma nero è anche assenza: di colore, di qualcosa, di qualcuno. E da questo vuoto si delinea un contorno, quello di un uomo la cui corteccia è dura e usurata dal tempo, ma il cui intento è chiaro e potente: si squarcia il petto per aprirsi a noi, mostrandoci il suo animo, le sue origini, un mondo che molti di noi conoscono bene, un mondo radicato nel suo cuore, fatto di storia e mattoni, solidità e bellezza.

Il suo cuore è la rocca di Offagna, che si erge palpitante e prende vita al cospetto di milioni di stelle, guardiane perenni del tempo che scorre e rivive.

Questa opera è un omaggio a quanti ci sono stati, con le loro mani, la mente, il sudore e il cuore. A quanti ci sono stati e non ci sono più. A quanti hanno saputo immaginare ciò che ancora non esisteva e con il loro impegno sono riusciti a trasformare quell’idea in qualcosa di reale. A quelle persone che oggi sono le nostre indissolubili radici.

Artista: Giulia Ippoliti

Tecnica usata: pittura acrilica su tela

Uno dei borghi più belli d'Italia

Offagna è uno dei borghi più belli d’Italia, un diamante in pietra dorata tra onde di colline che finiscono nel mare.

La rocca regina domina il panorama, dai Sibillini alla riviera del Conero.

La storia qui non appartiene al passato ma convive con il presente delle persone,

assiste e partecipa come memoria che passa dalle generazioni più grandi a quelle più piccole.

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